Descrizione
L’atteggiamento contraddittorio della Cina nei confronti del proprio passato oscilla tra l’indifferenza culturale – e persino l’iconoclastia – e un forte senso di continuità e, più recentemente, una vera e propria febbre del patrimonio. Sono passati vent’anni da quando i primi due villaggi cinesi sono stati dichiarati patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il Paese è ora protagonista nel dibattito sul patrimonio mondiale e sta vivendo una rinascita rurale su larga scala. I beni del patrimonio mondiale in Cina comprendono già 30 villaggi, con oltre 75 altre potenziali candidature nella lista provvisoria nazionale, mentre il numero di villaggi riconosciuti dalle istituzioni nazionali è ancora più elevato. Tuttavia, il riconoscimento del patrimonio rurale è solo la punta dell’iceberg di un processo di pianificazione più ampio che mira a risolvere un drammatico squilibrio di sviluppo tra le condizioni rurali e quelle urbane.
Per questo motivo, Small Settlements in China: Heritage, Forms, and Counterstories mira a presentare un’indagine completa sui villaggi cinesi ed esaminare il ruolo che i piccoli insediamenti svolgono nell’attuale quadro di sviluppo nazionale e le trasformazioni fisiche avvenute nel recente passato.
Questa pubblicazione è disponibile solo in inglese





