Paesaggi operativi

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Gerarchie e relazioni tra gli oggetti del progetto di spazio aperto sul finire del Novecento.

ISBN: 9788832080278 Categorie: , Tag: ,

Descrizione

Lo Spazio aperto/Spazio Pubblico è divenuto uno dei principali operatori del tentativo di superare il processo di crisi della città e della sua natura oggettuale moderna. Una città continuamente interessata da eventi trasformativi a molti livelli. Siano essi fatti che incidono sulla sua tenuta organica quotidiana come la congestione e il degrado, o pratiche di recupero filologico della sua entità fisica e percettiva; o riflessioni sui suoi usi emergenti, come il turismo, l’arrivo di popolazioni esterne e l’imporsi di funzioni disruptive o i grandi programmi di rigenerazione e sviluppo. La tesi centrale di questo studio è che l’emergenza del tema del disegno dei cosiddetti spazi aperti assuma centralità nel dibattito architettonico degli Anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Sotto la spinta di una convergenza di specifici interessi disciplinari e di un rinnovato ottimismo verso il potere trasformativo del progetto urbano. L’ultima frazione del Novecento vede il progetto del “vuoto tra i volumi” o “dello sfondo dove i volumi interagiscono tra loro” o, meglio, “del vuoto quale matrice del principio insediativo” come campo privilegiato di speculazione teorica e sperimentazione progettuale. Spingono a tale riflessione occasioni strutturali quali: a)l’avvenuta maturazione dei fenomeni di dismissione di aree precedentemente occupate dall’industria manifatturiera, che si rendono immediatamente disponibili nella loro vasta dimensione aperta; b) una sopraggiunta coscienza della fragilità degli ecosistemi ambientali ed urbani; c) un interesse crescente per interventi puntuali ma altamente efficaci di agopuntura urbana e di riappropriazione di spazi obsoleti o sino ad allora considerati dimensionalmente troppo residuali per meritare  un ridisegno; d) una diffusa attribuzione di valore alle qualità topologiche del vuoto.

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Formato

148×210

Pagine

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Collana

Babel

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