Meridiano 120: Nuove Voci dall’estermo Oriente.

Non molto tempo fa, la maggior parte degli Stati marittimi ebbero il loro primo meridiano. Viaggiare tra i vari paesi era un’avventura che poteva essere supportata solamente dalla fede e nella speranza nella cordialità umana. Successivamente, è diventato possibile viaggiare intorno al mondo in pochi giorni. Nel 1872, Jules Verne scrisse un celebre libro sul tema. Nonostante si trattasse di fantascienza, il libro sostenne come le nuove forme di viaggiare avessero unito il mondo. Che cosa era successo? In quegli anni, circa due terzi delle navi e del tonnellaggio che viaggiavano lungo i sette mari erano legate in una maniera o l’altra al Regno Unito. Girovagavano protette da un sistema unificato di controllo e riferimenti. Tutte usavano lo stesso Meridiano 0 disegnato nel 1851 da Sir George Airy dall’Osservatorio Reale del Regno Unito, situato a Greenwich.
Da allora, questo sistema cartografico unificato ha inevitabilmente cambiato la nostra immagine del mondo. Con il Meridiano 0 situato al centro, le periferie che si allungano vero fuori, distorte dal problema della proiezione planare del nostro Globo. In qualche modo, tutto è stato rimodellato nelle nostre menti dalla distanza dal Meridiano di Greenwich.
Infine, è successo lo stesso con la società e la cultura. Questo “centralismo”, infatti, non era solo questione di spazio. Oggi, gran parte dell’intellighenzia del Vecchio Mondo continua a misurare quelle periferie in termini di differenze dagli standard occidentali. Nel migliore dei casi, si può ancora trovare qualcuno che le esamina alla ricerca di qualche “resistenza alla modernità”. Inoltre, la “modernità” è un concetto occidentale, e trovare tale resistenza non cambia la prospettiva di molto.
In ogni caso, il centro del mondo oggi è cambiato. È successo davvero. È avvenuto sia in termini demografici che economici. Oggi, l’Estremo Oriente non è più la periferia e stanno emergendo nuove identità locali. Infatti, oltre alla predominanza del fattore quantitativo, c’e di più. Grazie alle nuove tecnologie, la globalizzazione, e la distanza dai tempi ed i personaggi che hanno reso la stessa globalizzazione possibile, qualsiasi senso di subordinazione all’Occidente sta lentamente scomparendo nell’Estremo Oriente.
Pertanto, abbiamo bisogno di nuove idee, nuovi punti di vista, e finalmente, nuove cartografie con le quali guardare al mondo di oggi. Queste prospettive dovrebbero evitare il confronto con qualsiasi standard. Dovrebbero guardare a qualsiasi centro del nostro pianeta a partire dal luogo che descrivono.
Meridiano 120 è una collana di libri pubblicati da Listlab che proverà ad inquadrare in questa nuova ottica uno dei più vitali centri del mondo contemporaneo, quella catena di paesi e territori circondano quel vasto specchio d’acqua che separa l’Eurasia dall’Oceano Pacifico. Ovvero, quell’arco di spazio attraversato dal Meridiano 120.