Frontiera Calabrese

Mimmo Calopresti, regista di origine calabrese, in “Preferisco il rumore del mare” lascia intravedere uno spiraglio di riscatto per i luoghi di provenienza: la fuga dalla grande città e “il ritorno” hanno valore nel ritrovamento di una dimensione e una misura del vivere quotidiano.

Sentire il rumore del mare è percepire il ritmo giusto della vita, malgrado le contraddizioni e la confusione del paesaggio.
La Calabria è ancora oggi una realtà talmente complessa che sfugge ad ogni classificazione rigida, le trasformazioni sono a volte talmente rapide tanto quanto lunghe e perenni sono le permanenze.
Spiragli e visioni di cambiamento si accendono un pò ovunque, ancora insufficienti per poter costituire una tendenza, indicano però una ineluttabile necessità.
La ricerca su questo territorio – dalla visuale privilegiata dell’Opla – ci appare come un punto di partenza e non di arrivo, si muove iniziando proprio dall’interrogare la complessità del suo territorio e cercando proprio dentro di esso le risposte più coerenti. Molto oltre i meccanismi tradizionali usati fino ad ora, e i cui scarsi risultati sono di fronte ai nostri occhi, il modo di lavorare sui molti layers di questo paesaggio, è partire dal comprendere il limite della frontiera, anche con l’apporto di tutte quelle discipline che sono in grado di dare risposte alle molteplici questioni.
L’obiettivo, il metodo pluridisciplinare, indicato nelle stagioni delle Città di Sibari e di Cosenza, è pensare di far coincidere alle necessità le risposte con strumenti adeguati, incrociare strategie, prefigurare scenari, costruire atlanti urbani e un registro di progetti e materiali di ricerca da mettere a disposizione di quanti credono possibile una trasformazione che coincida con un salto di qualità e un avanzamento delle condizioni di vita.
Un dizionario di parole chiave e proposte traducibili, per lo sviluppo e la riqualificazione dei paesaggi complessi.
Nuove logiche, nuove coerenze con la contemporaneità, nuove estetiche per scenari di un progresso prossimo-venturo.
Per passare la frontiera e ritrovarsi insieme agli altri…