Architettura//

Roma, capitale incompiuta del Bel Paese mancato

Roma, capitale incompiuta del Bel Paese mancato

Editoriale, da una collezione di schegge

“… è mezzogiorno, e Roma adesso lo sa. Regna un sole bellissimo, estivo. Pochi spettatori applaudono allo sparo. Svanito il rimbombo del cannone, ecco remota, diegetica, soave, una musica sacra. Appare l’imponente statua di Garibaldi sulla sommità del Gianicolo. Alla base della scultura, un reduce fissa la scritta scolpita: “Roma o morte”… Un giapponese sulla cinquantina si stacca dal gruppo. Richiamato da qualcosa di più interessante, si allontana. Attraversa la strada lentamente, si avvia verso la balaustra che da sulla città… Il giapponese arriva al parapetto e noi con lui, rivelandoci come in un sogno vero, di sotto, in tutta la sua straripante bellezza: Roma… Il giapponese, di fronte a questo panorama straordinario, ha gli occhi illuminati dalla bellezza. Afferra la sua Canon ultratecnologica e prende a scattare come un forsennato. Ma poi si ferma, lascia cadere la Canon che gli pende come un diapason sulla pancia. Si porta una mano al petto. Suda e sbianca. Sposta la mano sotto l’ascella. Gli occhi se ne vanno all’insù. Si chiama infarto. Cade a terra. Davanti a Roma…”(Sorrentino-Contarello, La grande bellezza)
Continue Reading..

Dall’oggetto alla città

Dall’oggetto alla città

Intorno al progetto dello spazio pubblico

Fino a qualche decennio fa ad occuparsi del decoro della città erano soprattutto ed in prevalenza un gruppo di aziende nate sotto il segno, urgente e un po’ modaiolo, di una tendenza affermatasi nella seconda metà degli anni ottanta con il nome di “arredo urbano”, e con queste una schiera di progettisti che disegnavano e collocavano oggetti e prodotti – il più delle volte eccentrici, e di gusto discutibile – per gli angoli più svariati delle nostre città.
Continue Reading..